Press - Reviews
21st May 2008
Zoom Code review, Alone Music

Thanatoschizo
Zoom Code
CD, My Kingdom Music, 2008


Incredibilmente stupefatta da questo quinto lavoro dei portoghesi ThanatoschizO

Dopo “Turbulence” tornano con un nuovo full lenght firmato sotto la nostrana My Kingdom Music che segna i loro 10 anni di carriera. Zoom Code costituisce lo Stream of Consciousness alla James Joyce trasformato in musica: un vortice di emozioni espresse apparentemente in stili troppo contrastanti tra loro ma perfettamente miscelati in un prodotto esplosivo.

Sono rapita dai loro suoni tecnicamente curati e articolati come qualsiasi band di stampo progressive di rispetto ma non è che la base che fa da sfondo ad un progetto molto più grande. Attraverso il loro sound e l’alternarsi delle tracce mi sento viaggiare dalle terre scandinave del Metal estremo , alle sponde fiamminghe con le armonie musicali di alcune delle più grandi female vocalist del metal, alle sabbiose scogliere del Marocco per poi tornare nuovamente in Portogallo, dove la loro musica ha origine.

Ritmi estremi alternati a suoni orientaleggianti, passaggi in growl di Guilhermino Martins contrapposti dalla dolcissima e, allo stesso tempo, grintosa voce di Patricia Rodrigues accompagnata spesso dal pulito del chitarrista Eduardo Paulo. La tonalità di Patricia e i suoi dolci accostamenti alle parti melodiche più complesse mi porta alla mente Marcela Bovio in Stream of Passion.

Questi ragazzi hanno da sempre cercato di creare qualcosa di unico. Sono maturati in questa ricerca durata dieci anni e, a mio avviso, questo lavoro rappresenta l’emblema dei loro sforzi.

Undici tracce da cui sono stata rapita fin dal primo ascolto. Affascinano l’ascoltatore perché non c’è nulla di scontato, ripetitivo o ridondante. E’ fresco.
Alcune di queste tracce sono frutto della collaborazione con altri artisti della scena internazionale. L. ha un assolo di violino eseguito da Timb Harris componente del gruppo statunitense Estradasphere. Ricordo il sax della track seguente Hereafter Path e della final track Awareness di Antonio Pereira. Mentre The Shift introduce il settimo brano con sampling works creati dai norvegesi Zweizz e da Francisco Pina.

Ora arriva il compito più difficile: riuscire a scegliere il brano preferito. Davanti a questo Zoom Code mi trovo davvero in difficoltà dato il livello di produzione. Se devo proprio scegliere…le sopracitate L. e Hereafter Path (che a mio parere costituiscono i tratti sperimentali caratteristici di questo album) e Nothing As It Seems.

Un ottimo prodotto che consiglio a tutti coloro che vogliono addentrarsi in un viaggio che vale la pena affrontare! [8,5/10]

Djibril
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